EROE – Una giovane sta per soffocare. Il marò Latorre le salva la vita

Massimiliano Latorre, uno dei due fucilieri di Marina coinvolti nella vicenda della Enrica Lexie, ha salvato la vita di una giovane che stava soffocando.

Il marò, ospite lo scorso 9 dicembre alle celebrazioni per Santa Barbara, patrona dei marinai, a Imola, dove si è tenuto il raduno del gruppo dell’Emilia Romagna dell’associazione Leone di San Marco, stava rientrando a casa dell’amico Elvio Pazzi, tra gli organizzatori della manifestazione, quando ha notato una donna distesa a terra e altre persone di fronte a lei, terrorizzate, che non sapevano cosa fare. Senza perdersi d’animo, Latorre si è precipitato di fronte alla ragazza e si è reso conto che la stessa era in preda a una crisi epilettica e che stava soffocando. Le ha, allora, aperto la bocca e tirato fuori la lingua, salvandole, di fatto, la vita. Poco dopo è arrivata un’ambulanza che ha portato la giovane al pronto soccorso più vicino, dove è stata visitata e curata. Alcuni giorni dopo Massimiliano è stato ringraziato dalla diretta interessata per il bel gesto.

Non è la prima volta che il militare del San Marco si prodiga per gli altri. Quando era detenuto in India si gettò addosso a un giornalista del “The New Sunday express” impedendogli, di fatto, di finire investito da un mezzo in movimento.

Pensare che di recente la ex moglie, madre dei suoi ultimi tre figli (attualmente Latorre convive con la compagna Paola Moschetti) lo aveva accusato di “aver abbandonato quasi del tutto i figli”. Rosalba Ancona aveva detto: “Nessuno vuole mettere in dubbio il suo operato all’interno della Marina, ma come famiglia siamo distrutti. L’ultima volta che ha visto i suoi figli è stato lo scorso agosto: adesso forse li incontrerà qualche giorno per le vacanze di Natale. Ma hanno bisogno di un padre presente, che si occupi di loro”, accusandolo poi di minacce e violenza. Un profilo, quello delineato dalla Ancona, che va a cozzare di netto con l’atteggiamento altruista sempre tenuto dal fuciliere, da molti definito, insieme al collega Salvatore Girone, un vero e proprio eroe. Le sue dichiarazioni, peraltro, sono state smentite in maniera categorica anche dagli avvocati di Latorre, Massimo Saracino e Mario Soggia, del foro di Taranto: “Il nostro assistito – hanno chiarito – ha sempre intrattenuto e intrattiene ancora oggi ottimi rapporti con tutti i propri figli, seguendo quotidianamente la loro vita domestica e scolastica attraverso gli istituti frequentati, nonostante la forzata sua lontananza da Taranto per ragioni esclusivamente lavorative, che lo hanno destinato in Roma e assolve a tutti gli obblighi economici per il mantenimento della stessa Ancona e dei loro figli imposti dal Tribunale di Taranto in sede di divorzio tuttora pendente. Disponiamo di copiose prove documentali che smentiscono totalmente il fantasioso racconto della signora Ancona e dei messaggi di assoluto sconforto inoltrati dai figli al padre, in cui manifestano estremo disappunto ed incredulità, oltre che preoccupazione, per l’ennesima e sconsiderata iniziativa mediatica intrapresa dalla Ancona”. Oltre alle prove cartacee, a smentire la ex moglie del marò, arriva ora questo altro gesto che denota altruismo e coraggio, doti rare e apprezzabili. Una bella storia dal sapore tutto natalizio. Soprattutto per la giovane donna per la quale, dopo essere stata salvata dal suo eroe con la divisa della Marina, è veramente il momento di festeggiare.

via Il Giornale

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